Motorola Razr è tornato! Ecco specifiche e immagini

Ne parliamo ormai dall’inizio dell’anno e finalmente è giunta l’ora di scoprirlo ufficialmente; ci riferiamo probabilmente allo smartphone pieghevole finora più atteso: il Motorola Razr. Dopo gli esperimenti di Huawei – con Mate X – e Samsung – con Galaxy Fold – è il turno di Motorola che con il Razr sembra avere avuto l’idea più semplice e al contempo originale. Uno smartphone che unisce un design iconico quale è stato quello dei precedenti Razr a funzionalità moderne degli smartphone il tutto unito da un display pieghevole che è il vero protagonista del nuovo prodotto.

Motorola Razr

Il nuovo smartphone, di conseguenza, è un telefono a conchiglia che nasconde però al centro del suo grande display la particolare cerniera che ne consente il piegamento su sé stesso. Il display, chiamato CinemaVision, è naturalmente di tipologia OLED, misura 6.2″, ha un rapporto d’aspetto a 21:9 ed ha risoluzione HD+ di 2142 x 876 pixel

All’esterno, trova spazio un secondo display chiamato Quick View da 2.7″ con un convenzionale (per i nostalgici) rapporto d’aspetto 4:3 e una risoluzione di 800 x 600 pixel, che permetterà di gestire notifiche, scattare selfie, utilizzare i controlli multimediali, lanciare l’assistente Google e molto altro senza neanche aprire lo smartphone. Il display esterno misura ” ed è dotato di touch screen per renderne l’utilizzo ancora più semplificato.

Al di sotto del display esterno, trova spazio la singola fotocamera principale da 16MP (in uno smartphone a conchiglia piuttosto che posteriore è bene parlare di fotocamera esterna) dotata di Dual Pixel Auto Focus, Auto Focus al laser, stabilizzazione elettronica dell’immagine e modalità notturna. La fotocamera utilizza un sensore Sony IMX519 con apertura ƒ/1.7.

Motorola Razr

All’interno della conchiglia, immediatamente al di sopra del display in un notch superiore che ospita anche la capsula auricolare, trova spazio invece una fotocamera interna da 5MP con apertura ƒ/2.0, utile più che per i selfie (si può meglio sfruttare il più grande sensore da 16MP esterno), per le videochiamate.

Motorola Razr

Lo smartphone è mosso dal processore octa-core Qualcomm Snapdragon 710 (due core Kryo 360 a 2.2GHz e sei core Kryo 360 a 1.7GHz) con 6GB di RAM, 128GB di memoria interna e una versione di Android 9 Pie senza alcuna personalizzazione per rendere gli aggiornamenti più veloci e mantenere lo smartphone più sicuro. Il nuovo Motorola Razr non è dotato di jack per le cuffie ma all’interno della confezione troveranno posto delle cuffie USB Type-C Hi-Fi costruite con la collaborazione di expertise nel campo dell’audio.

Termina la carrellata delle specifiche tecniche la batteria da 2510mAh compatibile con ricarica rapida TurboPower da 15W e la presenza di un sensore per la scansione delle impronte digitali installato sulla parte frontale dello smartphone in corrispondenza della cornice inferiore.

Motorola Razr sarà distribuito esclusivamente in colorazione nera e sarà disponibile a partire dal 9 gennaio 2020 inizialmente esclusivamente in America con l’operatore di telefonia mobile Verizon ad un prezzo di listino di 1499.99$. Lo smartphone dovrebbe comunque giungere anche in Europa tra dicembre e gennaio ad un prezzo non molto distante, ipotizziamo, dai 1500€. Sicuramente una fascia di prezzo da molti considerata proibitiva ma che probabilmente può essere giustificata dal fenomeno dell’operazione nostalgia sposata in maniera sublime ad un prodotto che possiede molte caratteristiche che lo rendono alla vista, davvero futuristico.

Come hanno sottolineato i giornalisti di The Verge, inoltre, è possibile anche abilitare una funzionalità nascosta chiamata “Retro Razr”, che simula in tutto e per tutto il funzionamento dello smartphone che molti di noi hanno utilizzato nei primi anni 2000. La simulazione farà comparire nella parte alta del display il “vecchio display” del Razr mentre nella parte bassa una fedele riproduzione della tastiera con effetto metallico diventata iconica in quegli anni. Per utilizzare lo smartphone in questa modalità, sarà quindi necessario fare uso dei tasti (seppur virtuali): toccando la parte del display superiore che simula il vecchio schermo, infatti, non si sortirà alcun effetto dato che la virtualizzazione tiene presente che all’epoca gli schermi non erano touch.

Non possiamo fare altro che lasciarvi ad un video in cui è possibile ammirarlo da ogni angolazione.