OnePlus 6T Screen Unlock: ecco come funziona e come migliora

I fortunati di voi che hanno potuto acquistare i OnePlus 6T sul nostro store avranno sicuramente avuto modo già di apprezzare il rivoluzionario sblocco con impronta digitale integrata direttamente nel display chiamato “Screen Unlock”. OnePlus, attraverso un suo addetto stampa, ha però svelato qualche dettaglio in più su questa interessante tecnologia.

La tecnologia Screen Unlock era già in testing sul OnePlus 5T ma l’azienda scelse di non rilasciarla già con quello smartphone perché non la aveva reputata sufficientemente matura a garantire uno standard di velocità ed affidabilità in linea con i loro valori.

OnePlus 6T Screen Unlock

La funzionalità così come la conosciamo oggi, infatti, nasce da un’ottima integrazione tra hardware e software. Quando il dito viene poggiato sul display, infatti, questo emette un’animazione di colore verde che non è casuale dato che durante le varie fasi di test, OnePlus ha documentato che la luce verde permette una migliore lettura delle impronte. Il dito a quel punto riflette la luce emessa dal display ed è lì che entra in gioco il sensore di lettura che compara i dati appena letti con quelli conservati in un’area sicura del processore Snapdragon 845 di Qualcomm.

Ciò che però in primo luogo era sfuggito durante la presentazione del terminale è la capacità che il sensore ha di “migliorare con il tempo”. La tecnologia Screen Unlock infatti, come detto non è determinata soltanto da hardware di alto livello ma anche da elaborati calcoli gestiti dal software che permettono ad esempio di scansionare e registrare porzioni di impronte non letti durante la prima registrazione ogni qualvolta il terminale riesce ad autorizzare lo sblocco.

OnePlus 6T Screen Unlock

L’area quindi analizzata aumenta col tempo. Se ad esempio durante i primi sblocchi il terminale è abituato a leggere una determinata porzione di dito, ogni volta in cui il sensore confronta i dati con quanto già memorizzato andrà a condensare le nuove informazioni raccolte proprio con quella determinata scansione. Interessante anche il fatto che in caso di ferite, microabrasioni o alterazioni momentanee dell’impronta a causa di un danno all’epidermide il sensore si occuperò di memorizzare anche quelle informazioni per rendere lo sblocco agevole anche in casi come quelli descritti.

Tutto ciò si traduce in un’unica conclusione: più si utilizzerà il sensore, maggiore sarà l’area di impronta registrata, maggiori e più veloci saranno le letture che andranno a buon fine.

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